Recensioni

Un albero cresce a Brooklyn

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Il romanzo, in parte autobiografico, racconta la storia della piccola Francie Nolan, una bambina di 11 anni, che vive a Brooklyn, e della sua poverissima e quasi bizzarra famiglia.

Il libro, nonostante sia inserito nella classifica “The New York Public Library’s Books of the Century”, non è molto noto in Italia e sinceramente non riesco a capirne il motivo. Betty Smith ha una scrittura potente, vivida e piena di dettagli, che sa commuovere e trascinare.

 

“Ma Francie era qualcos’altro. Era i libri che leggeva in biblioteca, il fiore nel vaso scuro, l’albero che germogliava irresistibilmente nel cortile, le discussioni violente che aveva con il fratello, che pure amava teneramente. Era il dolore segreto e disperato di Katie, ed era anche la vergogna di suo padre che tornava a casa ubriaco.

Francie era un miscuglio di tutte queste cose e di qualcos’altro ancora che non veniva dai Rommely o dai Nolan ma dalla lettura, dal suo spirito di osservazione e dalla vita di ogni giorno”.

 

Quest’opera ha molte qualità, ma sono soprattutto due gli aspetti su cui mi vorrei soffermare. Il primo riguarda le figure femminili presenti nel libro; sebbene i due protagonisti maschili, il padre e il fratello di Francie, Johnny e Neeley, siano sicuramente importanti all’interno della storia, ho trovato che è l’universo femminile a essere il protagonista indiscusso del libro. Tutte le donne che incontriamo in questo libro non solo hanno delle personalità forti, singolari e ben delineate, ma possiedono la capacità di prendere in mano le redini della propria vita e di costruirsi un destino diverso.

Ad esempio Katie, madre di Francie, è una donna risoluta, forte e fiera che, nonostante l’estrema miseria, un marito inadeguato, una famiglia imperfetta, il lavoro estenuante, affronta la vita con estremo coraggio e dignità. La cosa veramente notevole, però, è che la sua dignità non la porta a un’accettazione passiva della propria vita, a quella che sarebbe una facile rassegnazione.  Katie affronta a testa alta e quasi senza lamentarsi ogni dolore o fatica, senza smettere mai di lottare e lavorare costantemente, per migliorare la sua situazione e quella dei suoi figli. Giorno dopo giorno, cerca una via d’uscita dalla miseria e dalla povertà.

Il secondo aspetto che ho amato di questo romanzo è come venga costantemente evidenziato ed elogiato l’amore per i libri e per lo studio.

Mary Rommely, nonna di Francie e madre di Katie, nonostante la povertà e la totale ignoranza, capisce che l’unica maniera per la figlia di trascinarsi fuori da quell’universo fatto di miseria e fatica è lo studio, i libri e la conoscenza rappresentano la loro via di salvezza:

 

“Mamma, io sono giovane. Ho solo diciotto anni. Sono forte. Lavorerò duramente. Ma non voglio che la mia bambina debba crescere per fare la stessa vita. Che cosa devo fare, mamma, per prepararle un mondo diverso? Da dove devo cominciare?”

“Il segreto sta nel leggere e scrivere. Tu sai leggere. Ogni giorno dovrai leggere una pagina di un buon libro a tua figlia. Ogni giorno finché la bambina non sarà in grado di farlo. Poi lei dovrà continuare a leggere ogni giorno. Questo è il segreto.”

 

Francie grazie alla nonna e alla madre, imparerà fin da piccola ad amare i libri e le parole e a sentirsi a casa in una biblioteca.

Le righe che descrivono il momento in cui la piccola capisce di essere in grado di leggere, sono tra le più belle e commoventi che io abbia mai letto:

“Momento magico, quello in cui il bambino si rende conto di saper leggere le parole stampate.

Per un lungo periodo, Francie non aveva fatto altro che pronunciare le lettere a una a una, sillabando e poi riunendo i suoni fino a formare le parole. Un giorno, gettando uno sguardo sul libro, la parola “topo” le apparve intera e carica di significato. Guardò la parola e l’immagine di un topo grigio le traversò la mente. Lesse ancora e quando incontrò la parola “cavallo” sentì l’animale battere a terra con lo zoccolo e il sole luccicare sul suo pelo lucido. La parola “corsa” la colpì all’improvviso e si sentì un po’ affannata come se avesse appena finito di correre. Era caduto l’ostacolo fra il suono delle singole lettere e il senso della parola intera; un colpo d’occhio era sufficiente e la parola stampata acquistava un significato. Francie lesse rapidamente qualche pagina e fu sul punto di svenire per l’emozione. Aveva voglia di gridarlo a tutti: sapeva leggere! sapeva leggere!

A partire da quel giorno il mondo le apparteneva attraverso la lettura. Non sarebbe mai più stata sola e non avrebbe più sentito la mancanza di un’amica intima. I libri divennero i suoi amici”

 

Un albero cresce a Brooklyn è un libro intenso, coinvolgente e profondo, da leggere e rileggere, che difficilmente potrà lasciarvi indifferenti.

 

CURIOSITA’: dal libro è stato tratto anche un film nel 1945 con la regia di Elia Kazan. Premio Oscar a James Dunn come miglior attore non protagonista.

 

Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith

Editore: Neri Pozza

Pagine: 575 p.

ISBN: 978-88-545-0206-2

Prezzo: 14 euro

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Un albero cresce a Brooklyn


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