Recensioni

Le Otto montagne


Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa.

Oggi vorrei scrivere di uno dei libri più acclamati degli ultimi mesi, Le otto montagne di Paolo Cognetti. Non conoscevo questo scrittore, di cui ho sentito parlare veramente molto bene e non avevo quindi aspettative particolari da soddisfare.

Il libro racconta la storia di due ragazzini profondamente diversi, Pietro e Bruno, che si ritrovano quasi per caso a diventare amici. Pietro è un ragazzino di città, scontroso e poco socievole, che segue i suoi genitori in vacanza in un piccolo paesino ai piedi del Monte Rosa; proprio qui incontra Bruno, suo coetaneo, introverso montanaro, che si occupa di pascolare le vacche dello zio.

Due esperienze di vita completamente distanti, due personalità differenti che riescono, complici la noia e la montagna, ad avvicinarsi e a scoprirsi giorno dopo giorno.

La loro amicizia, che andrà avanti per circa trent’anni, non è fatta quasi di parole o di conversazioni, ma di gesti concreti, esplorazioni, escursioni e continue scoperte.

Con il passare degli anni i ragazzi si allontaneranno, perdendo la loro intimità; sarà un lutto a farli ritrovare e ancora la montagna a tenerli unirli.

L’aspetto che mi ha colpito di più del libro non è tanto la trama, senza grandi intrecci e colpi di scena particolari, o la costruzione dei personaggi, bensì la scrittura di Paolo Cognetti che è limpida, intensa e ricercata; il suo è un linguaggio delicato, intimo e mai scontato, da assaporare e gustare lentamente e silenziosamente.

Anche qui, mi dissi, dove il bosco finisce e non restano che prati e pretaie, io sono a casa. È la quota a cui appartengo, e che mi fa stare bene.

Mi sono affezionata particolarmente al personaggio di Bruno, ragazzo rude, avaro di parole, dal futuro segnato, che prova a cambiare il suo destino. Assapora, proprio grazie a Pietro e alla donna che sceglierà di avere vicino, le opportunità di una vita differente, ma i suoi tentativi purtroppo non avranno successo.

Uno deve fare quello che la vita gli ha insegnato a fare. Forse quando è molto giovane, chissà, può ancora scegliere di cambiare strada. Ma a un certo punto uno dovrebbe fermarsi e dire: bene, questo sono capace di farlo, quest’altro no.

L’unica caratteristica del libro che non mi ha convinta particolarmente è che alcuni dei personaggi secondari, come la madre di Pietro e Lara, la compagna di Bruno, non emergono molto, sono poco caratterizzati, mi sarebbe piaciuto conoscerli meglio e vedere approfondito il loro punto di vista.

Il libro merita assolutamente di essere letto ed io non vedo l’ora di scoprire i precedenti lavori di Paolo Cognetti.

Da mio padre avevo imparato, molto tempo dopo aver smesso di seguirlo sui sentieri, che in certe vite esistono montagne a cui non è possibile tornare. Che nelle vite come la mia e la sua non si può tornare alla montagna che sta al centro di tutte le altre, e all’inizio della propria storia. E che non resta che vagare per le otto montagne per chi, come noi, sulla prima e più alta ha perso un amico.


Le otto montagne

di Paolo Cognetti

Editore: Einaudi

ISBN: 9788806226725

Prezzo: 18,50

Per acquistare il libro su Amazon: Le otto montagne

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